Gli scarti di lavorazione del legno alimentano l'impianto di cogenerazione con caldaia a biomassa di Karl Pedross SpA

Karl Pedross Spa è uno dei più importanti gruppi a livello mondiale nel settore dei battiscopa e accessori per pavimento. Da sempre l'azienda ha fatto del rispetto e sostenibilità ambientale una delle sue scelte strategiche, dimostrando un forte senso di responsabilità nei confronti della società e del territorio.

L'attenzione per la qualità dei processi produttivi, la sicurezza e la salute dei propri dipendenti e la salvaguardia dell’ambiente è attestata da varie certificazioni, tra cui la ECO-certificazione per il fatto che il fabbisogno di energia elettrica annuale (circa 5.500 MWhe) è in parte acquistato da fornitori che producono da fonti rinnovabili ed in parte autoprodotto localmente tramite l’impiego di fotovoltaico e biomassa. Questo percorso consente un mancata emissione di CO2 pari a quasi 3.000 tonnellate l’anno.

Cogenerazione dagli scarti

Nel 2011 Karl Pedross Spa ha realizzato un impianto di cogenerazione composto da una caldaia a biomasse a olio diatermico di potenza nominale 2,5 MWt abbinata ad un turbogeneratore ORC da 400 kWe nominali. L’impianto è alimentato completamente con la parte vergine degli scarti di produzione, in forma di truciolo e polvere di segatura, raccolti nelle linee di produzione da un impianto di aspirazione e convogliati in un grande silo esterno a forma cilindrica alto 25 m. Il combustibile così disponibile ha un contenuto idrico <15% e pertanto un contenuto energetico primario di circa 5 MWh/t.

Progetto e Impianto

Architetto: Werner Pircher

Prodotti Viessmann: caldaia a biomassa Vitoflex 350-VFE

Caldaia a biomassa Vitoflex 350-VFE di Viessmann presso Karl Pedross SpA

L'impianto in dettaglio - Caldaia a biomassa Vitoflex

La caldaia è una Viessmann Vitoflex 350-VFE con camera di combustione verticale alimentata dall’alto con l’insufflaggio del combustibile. Lungo le pareti della camera agiscono una serie di iniettori d’aria che garantiscono una combustione ottimale. Nella prima zona (superiore) si tratta d’aria di ricircolo dei gas di scarico, mentre nella zona inferiore 8 iniettori d’aria garantiscono una completa ossidazione dei gas pirolitici. I gas caldi da qui entrano nello scambiatore a olio diatermico con una temperatura di circa 1000 °C.La ricircolazione dei gas di scarico e la gradazione dell’apporto d’aria secondaria, per la creazione di zone di riduzione (λ<1), è alla base delle misure primarie di mitigazione della formazione di NOx che caratterizza questo tipo di camera di combustione detta appunto Low-NOx. Tale configurazione mira ad ottenere valori dell’emissione di NOx<400 mg/Nm3 (11% O2), senza ulteriori misure secondarie a valle del generatore. Lo scambiatore collegato alla camera di combustione è anch’esso verticale e si eleva al suo fianco. È dotato di un sistema di pulizia pneumatica automatizzato che opera per mezzo di una serie di sonde pneumatiche che si spostano automaticamente nei vari settori dello scambiatore tramite un dispositivo a "giostra" con movimento circolare. 

Minime emissioni in atmosfera

Il sistema filtro dei prodotti della combustione è composto da due dispositivi di abbattimento: il primo è un multiciclone che agisce sulle polveri (>PM10), il secondo - in serie - è il filtro elettrostatico, che invece opera la separazione del particolato fine. L’elevata qualità dei processi di combustione a monte – grazie ad un elevato livello tecnologico del generatore - e la notevole efficienza di separazione del sistema filtro a valle consentono di ottenere fattori di emissione in atmosfera estremamente contenuti.

Possiamo sicuramente considerare l’impianto come un esempio virtuoso di trasformazione di uno scarto di lavorazione, evitando l’eventuale costo per lo smaltimento, in una risorsa energetica significativa con un prezioso risvolto economico, in grado di cogliere anche l’opportunità degli incentivi economici oggi disponibili e fornire una maggiore competitività all’azienda. Inoltre non solo fonte energetica alternativa ai tradizionali combustibili fossili, ma anche ausilio al rispetto dell’ambiente in un’area ambientale di pregio, quale la Val Venosta, con l’impiego di fonti rinnovabili a chilometro zero e con valori di emissioni ben inferiori ai seppur restrittivi limiti di legge.