Digitalizzazione: uno sguardo al Gruppo Viessmann e a WATTx

Intervista a Maximilian Viessmann, Chief Digital Officer del Gruppo, per fare il punto sulla digitalizzazione nell’azienda

È innegabile che oggi tutte le aziende devono tenere il passo con gli sviluppi della tecnologia. Per quelle che hanno una lunga storia alle spalle può risultare un po’ più difficile adattarsi ai cambiamenti tecnologici, dal momento che hanno delle strutture aziendali e dei modelli di business ben radicati, ma ciò non significa che non sia possibile: pensiamo al Gruppo Viessmann, ad esempio. L’azienda, che ha 99 anni, è attiva nel settore dell’energia, riscaldamento e raffrescamento dal 1917 ed è presente in 74 Paesi con un fatturato di 2,2 miliardi di euro. Ad oggi Viessmann è un’azienda al 100% di proprietà familiare che sta per passare dalla terza alla quarta generazione. Nel frattempo l’azienda sta allargando la sua “impronta” digitale con l’aiuto di Max Viessmann che rappresenta la quarta generazione e ha la funzione di Chief Digital Officer (CDO) del Gruppo Viessmann. Tra le iniziative più recenti lanciate dall’azienda troviamo WATTx, un laboratorio dell’innovazione con base a Berlino, focalizzato sull’internet delle cose (Internet of Things), in particolare dal punto di vista del consumatore e dell’industria.

In una chiacchierata con Factory Berlin, comunità di innovatori con sede a Berlino, Maximilian Viessmann fa il punto sulla digitalizzazione in Viessmann

D: Su uno dei siti dedicato alla ricerca di nuovi talenti si legge che Viessmann intende diventare il player digitale dell’azienda: puoi spiegarci meglio?
R: Credo che diventare il player digitale non è un obiettivo di per sé. Non devi necessariamente essere il player digitale per avere successo. È importante invece capire come puoi utilizzare le tecnologie digitali per soddisfare le esigenze del cliente. Proprio in questo momento esistono numerose opportunità che possono essere colte all’interno e all’esterno dell’azienda. Tutto ciò che facciamo in questo senso all’interno dell’azienda richiede quello che noi chiamiamo “un approccio trasformativo”, mentre ciò che facciamo all’esterno dell’azienda viene considerato “innovazione esterna”.

D: “Innovazione” è una parola di cui spesso si abusa, ma è evidente invece che per Viessmann è un concetto importante. Quale ruolo gioca per la vostra strategia generale?
R: Concordo sul fatto che “innovazione” è una parola usata eccessivamente. È chiaro che dietro questa parola c’è un significato e c’è sempre stato, il fatto è che le persone la interpretano in così tanti modi che alla fine ha assunto un significato molto confuso. Per Viessmann c’è una differenza tra riconvertire la tecnologia tramite l’innovazione e crearla dal nulla. Noi crediamo che sia possibile raggiungere quanto sopra all’interno della nostra organizzazione esistente, ma tutti gli sviluppi che, come sappiamo avvengono alla velocità della luce, devono essere affrontati anche da chi sta vicino e fuori dall’azienda.

D: WATTx, una delle iniziative lanciate di recente dall’azienda, sembra fatta apposta per far fronte all’innovazione esterna che incalza…
R: Esattamente. WATTx è stata fondata lo scorso anno da Bastian Bergmann, che ne è l’Amministratore Delegato, per cercare e sfruttare, insieme a una squadra solida, le nuove opportunità che scaturiscono dall’internet delle cose. È concentrata nel trovare l’equilibrio giusto tra una pura questione di software e una pura questione di hardware, ambito nel quale è difficile essere degli innovatori. Questo in parte spiega il motivo per cui non ci limitiamo soltanto ai settori legati all’azienda Viessmann. All’interno dell’internet delle cose noi valutiamo il lato del consumatore e il lato dell’industria, attraverso idee e prototipi di ampio raggio, ma allo stesso tempo  molto precisi. Vorremmo che queste idee e questi prototipi potessero avere successo e dar vita a nuove startup con un forte carattere tecnologico. 

D: Dato per assodato che l’azienda lavora all’incrocio tra l’internet delle cose e l’ambito, più ampio, dell’energia, in che modo secondo te l’internet delle cose influenzerà le soluzioni che riguardano clima ed energia nei prossimi 5 anni?
R:  Sinceramente credo che lo stesso internet delle cose visto come un segmento si stia muovendo al di là dell’Hype Cycle. Tutti scrivono di quanto avviene prima, ma la gente non è ancora in grado di capire. Oggi le persone sono sempre più informate sull’internet delle cose e sulle sue potenzialità. Dal punto di vista dell’energia, del clima, del riscaldamento e raffrescamento, possiamo intravvedere numerose opportunità che non si limitano a un singolo prodotto. La cosa bella dell’internet delle cose è l’enorme potenziale che offre, basato sulla connettività tra dispositivi diversi e modelli di business diversi, la maggior parte dei quali sta venendo alla luce soltanto oggi. Questo è il lato complesso, ma affascinante, dell’internet delle cose che le persone non sono in grado di cogliere subito. 

D: Il Gruppo Viessmann nel 2017 compirà 100 anni: quali sono stati i fattori chiave che hanno contribuito alla longevità dell’azienda?
R: I fattori sono molti, ma vorrei focalizzarmi su tre elementi. Il primo è la costanza: in quanto famiglia, sia da un punto di vista di azionista che strategico offriamo stabilità ai nostri dipendenti e ai nostri clienti. Ora dobbiamo spiegare loro dove saremo nei prossimi anni. Il secondo è il pragmatismo: non facciamo una cosa tanto per farla, ma perché è giusto farla. Terzo: una forte determinazione. Ogni volta che vediamo un’opportunità, la cogliamo e portiamo avanti con la massima rapidità. Tutti questi fattori sono stati determinanti per la longevità della nostra azienda.  

D: Immagino che le tue giornate, come CDO, siano piene di impegni. Quali sono le app e gli strumenti che ti salvano la vita ogni giorno per poter essere ben organizzato ed efficiente? 
R: Sono tre le app che mi salvano la vita: Asana per gestire i miei impegni e i vari team di lavoro, Slack per condividere informazioni e per comunicare con i team e infine Evernote per riassumere i miei appunti: in pratica, cerco di evitare il più possibile di scrivere email. 

D: Grazie mille per questa bella chiacchierata, Max!