Nuova caldaia a biomassa con basse emissioni in atmofera presso la Fondazione Mach di Trento

La Fondazione Edmund Mach con sede a San Michele all’Adige (TN) è una struttura didattica unica in Italia: fondato nel 1874, l’istituto è un centro di ricerca e formazione nell’ambito agro-alimentare e forestale e svolge anche attività di consulenza e trasferimento di tecnologie alle aziende del settore.
La sua gestione è ispirata a criteri di efficienza, economicità e trasparenza e per questo ha da sempre perseguito studi sull'utilizzo e la valorizzazione delle biomasse legnose del Trentino, terra ricca di foreste di conifere e di scarti legnosi della vite.

Negli anni 2007/08, presso la sede della Fondazione, è stato realizzato un impianto di teleriscaldamento a biomassa, alimentato con cippato di legno locale, in grado di produrre l’acqua calda per il riscaldamento dell’intero complesso.

Nel 2014 l’impianto è stato completamente riqualificato per adempiere alle nuove e più restrittive leggi regionali sulle emissioni in atmosfera ed aumentare ulteriormente l’efficienza energetica della centrale termica. E’ stata installata una nuova caldaia a biomassa con una potenza di 3,3 MW abbinata ad un nuovo filtro elettrostatico e ad un nuovo impianto estrazione fumi con camino. Parallelamente è stata revisionato l’intero sistema di gestione, regolazione e supervisione dell’impianto.

Progetto e impianto

Progettista e Direttore Lavori: Polo Tecnologico per l' Energia S.r.l. di Lavis (TN)

Impresa appaltatrice: Viessmann Engineering S.r.l.

Prodotti Viessmann: caldaia a biomassa Vitoflex 350-FSR

Caldaia a biomassa Vitoflex 300-FSR di Viessmann

L'impianto in dettaglio - Caldaia a biomassa Vitoflex 300-FSR

La particolare tipologia costruttiva di questa caldaia assicura rendimenti eccellenti e minime emissioni di ossidi di azoto (NOx) e polveri. Innanzitutto la griglia mobile piana in camera di combustione ha un movimento controllato, lento e continuo; il combustibile avanza con un andamento graduale, anziché cadere bruscamente da una zona all’altra dalla griglia, e ciò riduce, già in questa fase, la formazione di polveri.
Inoltre, un sofisticato sistema di adduzione e preriscaldamento dell’aria primaria e di controllo delle temperature e dell’ossigeno migliora l'asciugatura del combustibile in ingresso,  aumentando il rendimento di combustione del generatore di calore. Presso la Fondazione Manch, la camera di combustione della Vitoflex 300-FSR è stata dimensionata per accettare contenuti di acqua nel combustibile fino a M60, in conformità alle reali caratteristiche del combustibile reperibile localmente.
Il processo di combustione si completa nella seconda camera di combustione della caldaia, anch’essa in mattoni refrattari, strutturata per ridurre l'emissione di NOx al camino. Ciò si ottiene, da un lato, per la prolungata permanenza dei fumi nelle due camere di combustione, dall’altro tramite il ricircolo dei fumi poveri di ossigeno, che riduce  la temperatura della fiamma in camera di combustione e quindi la formazione di NOx.