No. A ottobre 2026 è solo un'ipotesi: la proposta è stata avanzata da Confartigianato e il Governo ha dichiarato disponibilità a lavorare sugli incentivi per l'efficientamento energetico. Dovrebbe essere inserita nella Legge di Bilancio 2027, il cui disegno di legge non risulta ancora presentato. A legge vigente, per le spese 2027 le aliquote sono il 36% per l'abitazione principale e il 30% per gli altri immobili.
L'Ecobonus è una detrazione fiscale IRPEF o IRES (art. 14 D.L. 63/2013) che permette di recuperare parte delle spese per interventi di riqualificazione energetica su edifici esistenti, come infissi, cappotto termico, pompe di calore e solare termico.
Per le spese sostenute nel 2026, la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha confermato la detrazione del 50% per l'abitazione principale e del 36% per gli altri immobili, da recuperare in 10 quote annuali di pari importo. Di norma i dati vanno comunicati all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
Dal 2027 le aliquote potrebbero scendere al 36% e al 30%. Si ipotizza di un Ecobonus al 65% per la prima casa, ma non è una misura approvata: il Documento di bilancio 2027 non la anticipa e le decisioni sono attese con il disegno di legge di bilancio, da novembre.
In questo articolo vediamo come funziona l'Ecobonus nel 2026, quali interventi sono ammessi, cosa può cambiare nel 2027 e se conviene sfruttare la detrazione entro la fine del 2026.
Aggiornato il 23 ottobre 2026.
Cos'è l'Ecobonus e Come Funziona: Beneficiari e come richiederlo
L'Ecobonus è una detrazione fiscale che permette di recuperare una parte delle spese sostenute per la riqualificazione energetica di edifici esistenti: dalla sostituzione dell'impianto di riscaldamento con una pompa di calore o con un sistema ibrido all'installazione di pannelli solari termici, fino alla sostituzione degli infissi e all'isolamento termico. L'importo detraibile viene portato in diminuzione dell'IRPEF o dell'IRES e recuperato in 10 quote annuali di pari importo.
Chi può accedere all'Ecobonus?
Possono accedervi privati, condomini e imprese che sostengono la spesa e possiedono o detengono l'immobile. Nel 2026 la detrazione è del 50% per le spese sull'abitazione principale sostenute da proprietari e titolari di diritti reali di godimento, e del 36% negli altri casi, entro i massimali previsti per ciascun tipo di intervento.
Come posso richiedere l'Ecobonus?
Per ottenere l'Ecobonus il percorso è il seguente:
- Verifica dei requisiti tecnici. L'intervento deve rientrare tra quelli ammessi e rispettare le prestazioni energetiche richieste. Per molti interventi serve anche l'asseverazione di un tecnico abilitato.
- Pagamento tracciabile. I privati pagano con bonifico parlante; per i titolari di reddito d'impresa valgono regole diverse.
- Comunicazione all'ENEA. Nella maggior parte dei casi va trasmessa entro 90 giorni dalla fine dei lavori, tramite il portale dedicato.
- Detrazione in dichiarazione dei redditi. Ogni anno si detrae una quota, fino a concorrenza dell'imposta dovuta.
Preferisci un contributo diretto sulla spesa?
Per alcuni interventi sugli impianti a fonti rinnovabili, come pompe di calore e solare termico, esiste anche il Conto Termico 3.0 gestito dal GSE, che riconosce un contributo erogato direttamente sul conto corrente: lo approfondiamo nella guida al Conto Termico 3.0.
Quali sono le possibili novità per l'Ecobonus nel 2027?
Al 23 ottobre 2026 non è stata approvata nessuna modifica all'Ecobonus per il 2027. A legge vigente le aliquote scendono rispetto al 2026, mentre le ipotesi di rafforzamento, in particolare quella di un Ecobonus al 65%, dovranno essere definite dalla Legge di Bilancio 2027, il cui disegno di legge non risulta ancora presentato.
Importi indicativi, da recuperare in 10 quote annuali, entro i massimali e nei limiti dell'imposta dovuta.
L'ipotesi dell'Ecobonus al 65%
L'ipotesi circola sulla stampa dalla metà di settembre. Il 1° ottobre Confartigianato ha chiesto al Governo di portare la detrazione dal 50% al 65% e di garantire stabilità ai bonus edilizi per almeno tre anni. Il viceministro dell'Economia Maurizio Leo ha dichiarato la disponibilità a lavorare sugli incentivi per l'efficientamento energetico, richiamando i margini offerti dalla flessibilità europea. Non si tratta quindi di una conferma.
L'agevolazione potenziata potrebbe riguardare in modo specifico:
- Pompe di calore e sistemi ibridi: la sostituzione dei vecchi generatori con pompe di calore ad alta efficienza o sistemi integrati ibridi.
- Solare termico e fotovoltaico: impianti per la produzione pulita di acqua calda sanitaria ed energia elettrica.
- Isolamento dell'involucro e serramenti: interventi sul cappotto termico e sostituzione degli infissi.
- Building Automation: sistemi di gestione intelligente e da remoto delle utenze termiche ed elettriche.
Risorse e calendario
- Flessibilità UE. L'8 ottobre la Commissione europea ha presentato al Consiglio la raccomandazione COM(2026) 553 per attivare la clausola nazionale di salvaguardia. Il via libera definitivo spetta al Consiglio. Il documento riguarda le regole di bilancio e non introduce un nuovo bonus.
- Risorse. Per la sicurezza energetica sono previsti fino a circa 7,2 miliardi di euro l'anno nel 2027 e nel 2028 (circa 14,4 miliardi nel biennio). Sono massimali, non stanziamenti già destinati, e non è chiaro se una parte sarà usata per i lavori sugli edifici privati.
- Documento programmatico di bilancio 2027. Approvato dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre e inviato a Bruxelles, non anticipa proroghe delle aliquote né nuovi incentivi per la riqualificazione energetica. L'assenza di indicazioni non esclude un intervento in Manovra.
- Disegno di legge di bilancio. Il termine di legge per la presentazione alle Camere era il 20 ottobre. Al 21 ottobre il testo non risulta ancora presentato. Sarà il testo a chiarire se e come cambiano le detrazioni.
Una novità già certa: il nuovo TUIR
Dal 1° gennaio 2027 cambiano i riferimenti normativi dell'Ecobonus. La disciplina entra nel nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (D.Lgs. 117/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 3 luglio 2026), che rimanda all'articolo 372 per l'Ecobonus, all'articolo 17 per il Bonus Ristrutturazioni e all'articolo 371 per il Sismabonus. Non cambiano aliquote, requisiti o scadenze, ma professionisti e contribuenti dovranno indicare i nuovi articoli nei documenti e nei bonifici parlanti relativi ai lavori.
Tra le possibili novità si considera il ritorno dell'Ecobonus al 65%
Tra le proposte in discussione relative ai prossimi provvedimenti di bilancio, si valuta il ripristino di un’aliquota maggiorata al 65%. L'obiettivo della misura è accelerare il processo di transizione energetica, incentivando l'adozione delle tecnologie a più alta efficienza.
L'agevolazione potenziata potrebbe riguardare in modo specifico:
- Pompe di calore e sistemi ibridi: la sostituzione dei vecchi generatori con pompe di calore ad alta efficienza o sistemi integrati ibridi.
- Solare termico e fotovoltaico: impianti per la produzione pulita di acqua calda sanitaria ed energia elettrica.
- Isolamento dell'involucro e serramenti: interventi sul cappotto termico e sostituzione degli infissi.
- Building Automation: sistemi di gestione intelligente e da remoto delle utenze termiche ed elettriche.
Quali sono gli interventi ammessi per l'Ecobonus?
L'Ecobonus 2026 agevola gli interventi di riqualificazione energetica su edifici esistenti, sia sull'involucro sia sugli impianti e sui sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili. Gli importi indicati di seguito sono detrazioni massime, non limiti di spesa, e si riferiscono alla singola unità immobiliare.
Interventi su impianti e fonti rinnovabili:
Interventi sull'involucro
Sono ammessi la coibentazione di pareti, coperture e pavimenti (cappotto termico), la sostituzione degli infissi e l'installazione di schermature solari, ciascuno con una detrazione massima di 60.000 €. Se cappotto e infissi vengono realizzati insieme sulla stessa unità, il tetto di 60.000 € è complessivo e non raddoppia.
Caldaie a gas e fotovoltaico
Dal 2025 la sostituzione con una caldaia unica alimentata esclusivamente a combustibili fossili non è più agevolabile. La caldaia a condensazione resta ammessa se fa parte di un sistema ibrido con pompa di calore. Il solo impianto fotovoltaico non rientra nell'Ecobonus ordinario e può accedere, quando ne ricorrono le condizioni, al Bonus Ristrutturazioni.
Ogni intervento deve rispettare requisiti tecnici specifici, come trasmittanze, rendimenti e prestazioni minime, che si verificano nei vademecum ENEA prima di avviare i lavori.
Ecobonus, Bonus Ristrutturazioni e Conto Termico: come scegliere
Per efficientare un'abitazione entrano in gioco tre strumenti: Ecobonus e Bonus Ristrutturazioni, due detrazioni fiscali, e il Conto Termico 3.0, un contributo erogato dal GSE. Non possono essere applicati alla stessa spesa: la scelta va fatta prima di ordinare i lavori e di effettuare i pagamenti, perché cambiano requisiti, modalità di pagamento e adempimenti.
Come orientarsi tra gli incentivi
- Sostituzione dell'impianto di riscaldamento (pompa di calore, sistema ibrido, solare termico): è l'ambito in cui un privato può accedere al Conto Termico per un'abitazione. Può convenire a chi ha poca capienza fiscale o vuole recuperare prima la spesa. Conviene però confrontare gli euro effettivi, non le percentuali: il 65% è un limite massimo, non garantito su ogni fattura. L'Ecobonus può risultare più adatto quando la detrazione calcolata supera il contributo GSE stimato.
- Cappotto, infissi e schermature su un'abitazione: il Conto Termico non è accessibile ai privati, quindi la scelta è tra Ecobonus e Bonus Ristrutturazioni.
- Infissi: l'Ecobonus richiede requisiti di trasmittanza e la comunicazione ENEA. Il Bonus Ristrutturazioni può essere preferibile quando l'intervento ha i requisiti edilizi, ad esempio la modifica di materiale o tipologia, oppure quando quelli dell'Ecobonus non sono rispettabili.
- Lavori misti (ad esempio ristrutturazione più impianto): le spese di ciascuna misura devono essere separate in modo reale e coerente in fatture e pagamenti. Non basta dividere artificialmente una fattura.
Un esempio per capire la differenza
Per una pompa di calore con spesa ammissibile di 12.000 € sull'abitazione principale, l'Ecobonus 2026 vale 6.000 € in 10 anni, cioè 600 € l'anno. Nel Conto Termico il contributo è il valore minore tra il calcolo tecnico del GSE e il limite del 65% (7.800 €). Se, ipoteticamente, il calcolo restituisse 5.600 €, il contributo sarebbe di 5.600 € in un'unica rata. I valori sono illustrativi: l'importo reale dipende da tecnologia, potenza, zona climatica e prestazioni dell'apparecchio.
Nel 2027, a legge vigente, la stessa spesa darebbe 4.320 € con l'Ecobonus al 36%. Il Conto Termico non dipende dalle aliquote della Legge di Bilancio, ma dal proprio decreto e dal plafond, quindi il confronto va rifatto ogni anno. Le regole del Conto Termico citate sono quelle vigenti al 21 ottobre 2026: uno schema di decreto correttivo è in esame.
Prima di firmare un ordine conviene farsi preparare dal tecnico un prospetto per voce di spesa, con requisiti, incentivo scelto e importo atteso.
FAQ - Domande Frequenti sull'Ecobonus 2026/2027
Per i privati conta la data del pagamento: le spese saldate entro il 31 dicembre 2026 seguono le aliquote 2026 (50% o 36%), quelle da gennaio 2027 le regole 2027. Per una pompa di calore da 12.000 euro sull'abitazione principale la detrazione è di 6.000 euro nel 2026 e di 4.320 euro nel 2027 a legge vigente. Con l'ipotesi del 65%, non ancora approvata, sarebbe di 7.800 euro. La scelta dipende anche dai tempi di cantiere e dalla propria capienza fiscale.
Possono richiederlo i contribuenti IRPEF e IRES che sostengono la spesa e possiedono o detengono l'immobile: proprietari, titolari di diritti reali, inquilini e comodatari (con il consenso necessario), familiari conviventi, condomini, imprese e professionisti. Per le seconde case e per i lavori di inquilini e comodatari l'aliquota 2026 è del 36%. Il 50% è riservato a proprietari e titolari di diritto reale per l'abitazione principale.
Per i lavori sulle parti comuni, il requisito dell'abitazione principale viene verificato per ciascun condomino. Lo stesso intervento può quindi dare diritto al 50% a chi è proprietario e vi abita, e al 36% a chi possiede una seconda casa. Ciascuno detrae la quota di spesa rimasta a proprio carico, secondo il riparto millesimale.
La stessa spesa non può beneficiare di due agevolazioni. Se nello stesso cantiere si usano bonus diversi, fatture, computi e pagamenti devono distinguere chiaramente le spese attribuite a ciascuna misura. L'Ecobonus richiede prestazioni energetiche specifiche e ha massimali propri, mentre il Bonus Ristrutturazioni segue regole e limiti diversi. Conviene farsi preparare dal tecnico un prospetto per voce di spesa.
Non quando è una caldaia unica alimentata esclusivamente a combustibili fossili: dal 2025 questa sostituzione è esclusa. La caldaia a condensazione resta ammessa se fa parte di un sistema ibrido con pompa di calore, assemblato in fabbrica e certificato dal produttore, con detrazione massima di 30.000 euro.






